Sezione
Protesica
Anca
La coxartrosi è una patologia degenerativa dell’articolazione dell’anca che provoca dolore inguinale, zoppia alla deambulazione fino all’impotenza funzionale completa. L’usura della cartilagine articolare viene diagnosticata con esami radiografici del bacino; sulla base del grado di usura cartilaginea puo’ essere attuato un trattamento di tipo conservativo, che prevede l’utilizzo di terapia medica a base di farmaci antinfiammatori e condroprotettori cui si associa fisioterapia, o di tipo chirurgico quale sostituzione protesica.
La protesi d’anca, definita intervento del secolo per l’alto numero di procedure effettuate e di elevata percentuale di successo , consiste nella sostituzione di superfici usurate sul femore e sull’acetabolo con componenti protesiche.
La sostituzione riguarda la componente femorale con uno stelo composto da titanio, acciaio o lega di Cromo-Cobalto, e la componente acetabolare con una coppa al cui interno viene alloggiato un inserto in polietilene; sulla componente femorale viene posizionata una testina in ceramica oppure in metallo.
Attualmente, le aziende di produzione di impianti protesici hanno raggiunto un livello ottimale riguardo i vari design delle componenti, cosi come i livelli di sicurezza per la tenuta dei materiali stessi.
Ritengo che per la perfetta riuscita dell’intervento chirurgico, siano criteri fondamentali la giusta selezione del paziente da sottoporre a tale metodica , una corretta ed esaustiva informazione del paziente stesso sulle fasi pre , intra e post-chirurgiche, la scelta di un corretto accesso chirurgico ed una valida fisioterapia post-operatoria.
La metodica chirurgica che eseguo prevede un accesso laterale diretto nei casi piu’ complessi ed un accesso anteriore mini-invasivo nei casi meno difficoltosi.
L’intervento chirurgico ha una durata di circa 50 minuti con anestesia di tipo loco-regionale (PERIDURALE). La fase riabilitativa ha inizio in struttura di degenza, dal giorno successivo all’intervento chirurgico.
Ginocchio
La gonartrosi o artrosi di ginocchio è una patologia degenerativa di una delle articolazioni del nostro corpo piu’complesse e piu’ studiata. Anatomicamente si distinguono 3 compartimenti funzionali: il compartimento mediale e laterale femoro-tibiale ed il compartimento femoro-rotuleo. I movimenti che il ginocchio compie sono flesso-estensori e torsionali. Vi sono molte strutture capsulo-legamentose di rinforzo che denotano una funzionalità davvero peculiare; quali i legamenti collaterali, i legamenti crociati, le strutture di rinforzo capsulare, definiti punti d’angolo esterno ed interno (PAPI-PAPE). La rotula, osso sesamoide del comparto femoro-rotuleo, permette un miglioramento della funzionalità del quadricipite femorale, aumentandone la forza flettente e stabilizzante sull’articolazione.
La sostituzione protesica si giova di diverse tipologie di intervento in relazione a specifiche situazioni articolari. La presenza di un solo compartimento usurato permette il posizionamento chirurgico di PROTESI Articolari Parziali che possono essere compartimentali mediali, laterali oppure femoro-rotulee o addirittura combinazione di queste. Si tratta di un intervento chirurgico molto meno invasivo sia da un punto di vista di accesso chirurgico che di recupero funzionale.
L’usura grave di tutti i compartimenti necessita di un intervento sostitutivo TOTALE dell’articolazione; in tal caso, l’accesso chirurgico ed il recupero funzionale sono piu’ impegnativi rispetto alla protesi parziale, quantunque vengano applicati protocolli intra e post-operatori che prevedono un recupero rapido e meno doloroso possibile (Fast-Track Protocol).
Per entrambe le tipologie di protesi, parziale e totale, esiste una componente femorale e tibiale separata da una superficie in polietilene che permette lo scivolamento tra di esse.
L’intervento chirurgico ha una durata di circa 45 minuti e viene eseguito in anestesia di tipo locoregionale (PERIDURALE). Nelle fasi successive all’intervento, viene effettuata in struttura di degenza, una fase riabilitativa precoce dal giorno successivo all’intervento chirurgico stesso.
Chirurgia computer assistita
L’evoluzione tecnologica della specialità chirurgica della Medicina ha portato allo sviluppo di device e software che coadiuvano il chirurgo ortopedico, e non solo, nel suo operato. Le chirurgie Robotica e Computer Assistita hanno come fine ultimo il miglioramento del posizionamento delle componenti protesiche; caratteristiche, queste, che si riflettono su un miglior outcome funzionale per il paziente e su un prolungamento della durata dell’impianto protesico. Nella robotica la mano del chirurgo e’ sostituita da un braccio meccanico che posiziona le componenti, mentre la Computer Assistita rappresenta un aiuto esterno al chirurgo nelle varie fasi dell’intervento chirurgico; si avvale di una serie di detettori che vengono posizionati sul paziente e con un sistema di mappatura istantanea viene creato un modello 3D dell’articolazione su cui successivamente viene impiantata la protesi. Durante le fasi dell’intervento è possibile verificare il corretto posizionamento delle componenti.